L’appetito vien bloggando

Postato il 10 aprile 2013

Al giorno d’oggi si sente sempre più spesso parlare di blog, basti pensare a quello di un noto comico italiano, famoso ormai per la sua incursione in politica, che risulta essere quello più seguito nel nostro paese, ma ce ne sono anche altri gestiti da più persone. Ma cos’è di preciso un blog? E perché molte persone fanno a gare per aprirne uno?

Diciamo che oggi possono essere chiamati blog tutti quei siti in cui possiamo leggere articoli (chiamati post), più o meno lunghi, in ordine cronologico, una sorta di diario insomma, tant’è che il nome è appunto la contrazione della parola inglese web-log(1). Ma la parola inglese per definire il diario non è diary? Non sarebbe più corretto il termine web-diary? (chissà magari il termine oggi sarebbe biary XD)

Ebbene la risposta è no. Chi conosce bene la lingua inglese sa che il termine log, o logbook, identifica il famoso diario di bordo nel quale i capitani delle navi scrivono ogni giorno la data, la posizione della nave, le miglia percorse e altri appunti (famoso quello del capitano Kirk declamato all’inizio di ogni puntata di Star Trek), la cui struttura è simile a quella usata per i primi blog nati alla fine degli anni ’90, per cui si è ritenuto opportuno chiamarli con questo termine piuttosto che con l’altro. C’è da dire però nonostante la struttura sia rimasta invariata, oggi i moderni blog non contengono solo appunti, ma anche immagini, video, musiche e altro come vedremo più avanti; infatti sono comparsi nel corso degli anni blog tematici, quelli non più personali ma curati da uno staff di più persone, quelli che riportano più notizie durante la giornata, fino ad arrivare ai videoblog, dove i post anziché leggerli potete ascoltarli direttamente dalla voce dell’autore (o degli autori), che si riprendono con una telecamera, in un luogo che può essere la propria cameretta per gli adolescenti, uno studio allestito in un garage o un ufficio apposito per chi ne fa un lavoro.

Infine un cenno sulle funzionalità che offrono i blog moderni. E’ possibile raccogliere i vari post in categorie, ed applicargli dei tag(2), che sono le parole chiave contenute all’interno dell’articolo, e che consentono una migliore catalogazione e ricerca in futuro. Esempio: se ho un blog di motori e scrivo un articolo su di una Toyota Yaris che va a benzina, potrei indicare nelle tag parole come automobile, toyota, yaris, benzina. In questo modo se qualcuno volesse cercare tutti gli articoli riguardanti le auto a benzina, gli basterebbe cliccare sul tag benzina, oppure su toyota per trovare tutti gli articoli inerenti le automobili Toyoya. Ovviamente per ogni articolo postato sul proprio blog, l’autore deve prendersi la briga di indicare uno o più tag utili e corretti.

Come e dove aprirne uno

Se dopo aver letto tutto questo vi è venuta la voglia di tuffarvi nel mare dei blog presenti in rete, allora per prima cosa dovete scegliere un luogo che possa ospitare il vostro blog. Ne esistono di tutti i tipi, a pagamento o gratuiti, completamente personalizzabili o solo in parte.

Personalmente, se siete agli inizi, sono tre i posti dove consiglio di guardare: Blogger, WordPress e Tumblr. Il primo è il più semplice dei tra da usare, gestito da Google è molto diffuso soprattutto tra chi vuole una piattaforma veloce e facile da utilizzare, senza badare troppo ai vari aspetti tecnici, c’è da dire però che la resa grafica è abbastanza povera e le personalizzazioni sono molto poche. WordPress invece è un servizio più potente, che consente una scelta più ampia a livello grafico, con la possibilità di personalizzare più nel dettaglio il proprio blog, per riuscire ad utilizzarlo al meglio bisogna però perderci più tempo. L’ultimo servizio infine è leggermente diverso, perché ha dato il via ad un nuovo modo di fare blogging: ovvero il tumbling, ma non fatevi spaventare da questo nuovo termine, alla fine fa le stesse cose degli altri, ma con delle aggiunte, ovvero la possibilità di definire prima il tipo di post che andrete a fare, tra una serie di scelte (citazione, video, audio, chat, galleria di immagini) che arrivano a cambiare anche l’impatto visivo del post, ed inoltre ha tendenze “social”, ovvero si possono mettere dei “mi piace” simili a quelli di facebook sui post di altri tumblog, si può effettuare il re-tumblr, ovvero la condivisione di un post da un altro tumblog sul proprio, e si possono avere delle liste di blog amici. Naturalmente oltre a questi esistono tantissimi altri servizi, ma questi rimangono i più usati e quelli da cui consiglio di partire.

Farsi un blog in proprio

Esiste in realtà anche la possibilità di gestirsi un blog in proprio, disponendo di un dominio e di uno spazio web, ed utilizzando sempre WordPress (come ho fatto io in questo blog), ma non il servizio di cui ho già parlato sopra, che sfrutta comunque lo stesso sistema, bensì l’applicazione singola da installarsi autonomamente sul proprio spazio web. A fronte però di maggiori possibilità e personalizzazioni rispetto ai servizi detti prima, per avventurarsi in questa impresa bisogna avere anche delle conoscenze, seppur minime, dei linguaggi HTML e PHP, di saper gestire un database MySQL e saper utilizzare un client FTP, parole che per molti di voi probabilmente sono dei tabù, ma che magari mi deciderò a spiegare prossimamente in qualche altro articolo per newbies.

A questo punto se avete voglia di esprimere al mondo i vostri pensieri, raccontare le vostre cose, mostrare le vostre foto, magari prendere in considerazione l’idea di aprirvi un vostro blog. Buon blogging!


  1. traducibile con diario in rete

  2. letteralmente etichette